Mi prendo un attimo di pausa…

Postati in Arte, Attualità, Foto, Informazioni, Maestri, Magie, Notizie, Poesia, Tradizioni su marzo 10, 2011 da Gian Ruggero Manzoni

Gian Ruggero Manzoni e la sua mappa di vita

Care amiche e cari amici a seguito dei mille impegni che mi fustigano, delle troppe combinazioni lavorative, del dovermi sbattere a seguito della crisi al fine di far quadrare il bilancio (come poi penso si sbattano, per lo stesso motivo, molti di voi) etc. etc. etc. i ritmi miei di ‘postatura’ in questo blog si diraderanno maggiormente… Paola Castagna, mia complice, dirà per lei. Comunque, per quello che mi riguarda, vi rimando tutti al mio profilo di FaceBook, là dove, giornalmente, dibatto argomenti, posto foto e mi tengo in contatto con gli amici; la mia pagine in FaceBook:

http://www.facebook.com/gianruggeromanzoni

Vi attendo là e vi abbraccio.

GRM

In memoria di una grande uomo: Robert Kennedy

Postati in Eventi, Informazioni, Notizie su marzo 3, 2011 da Gian Ruggero Manzoni

Robert Kennedy con il reverendo Martin Luther King

Robert Francis Kennedy, chiamato Bob o, affettuosamente, Bobby, nacque a Brookline nel 1925 e morì a Los Angeles nel 1968. RFK, così veniva anche chiamato, fu un oppositore della guerra in Vietnam e convinto sostenitore dei diritti civili; nel 1964 venne eletto al Senato e nel 1968 annunciò la propria candidatura alla presidenza degli Stati Uniti d’America per il Partito Democratico, in aperta contrapposizione con la politica del presidente uscente Lyndon Baines Johnson, del suo stesso partito, ritenuto l’artefice dell’escalation della guerra in Vietnam. Durante la campagna elettorale – nella quale fu coadiuvato da quello che era stato uno dei maggiori collaboratori del fratello John, Arthur Schlesinger Jr. – ricevette l’appoggio dei pacifisti, dei nonviolenti e dei neri, anche dopo l’assassinio di King. La notizia della morte di Martin Luther King raggiunse Kennedy il 4 aprile ad Indianapolis. Durante il comizio ne diede l’annuncio a un pubblico sconvolto e chiese la riconciliazione tra le due parti, sottolineando fortemente quanto fosse necessaria. Durante i discorsi RFK poneva spesso l’accento sul fatto che dovessero essere la compassione e l’amore a farci comprendere il mondo. Egli criticò duramente il PIL come indicatore di benessere in un’epoca in cui il concetto non era ancora così noto e dominante: « Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. »
Vinse le primarie in Indiana e Nebraska, perse in Oregon, ma vinse poi in South Dakota e in California, aprendosi la strada per la candidatura alla Casa Bianca.
Nella sera tra il 4 giugno ed il 5 giugno 1968, nella sala da ballo dell’Ambassador Hotel di Los Angeles, Bob Kennedy incontrò i suoi sostenitori per festeggiare la vittoria elettorale conseguita nelle primarie della California. Dopo il discorso di saluto, mentre Kennedy veniva fatto allontanare dall’hotel attraverso un passaggio delle cucine, vennero esplosi colpi di pistola contro di lui sotto gli occhi dei reporter e dei teleoperatori che lo seguivano. Molte fra le persone presenti – per lo più personale ed invitati – rimasero ferite in maniera più o meno grave. Kennedy fu colpito da una pallottola al cuore e nonostante le cure dei medici morì al Good Samaritan Hospital, dove era stato trasportato subito dopo il ferimento, all’alba del 6 giugno. Aveva 42 anni. Le sue ultime parole, pronunciate subito dopo essere stato colpito e appena prima di perdere conoscenza, erano state: “Gli altri stanno tutti bene?”. L’assassino fu subito arrestato e poi condannato. Si trattava di Sirhan B. Sirhan, un giordano di origine palestinese: alcune incongruenze emerse durante il processo hanno dato adito a dubbi sulle responsabilità della morte di RFK. Fu ipotizzato come mandante dell’assassinio il sindacalista Jimmy Hoffa.

Un interrogativo vecchio come il mondo

Postati in Magie su febbraio 26, 2011 da paolacastagna

 

Tutti sanno come può evolvere una storia d’amore: un evento la fa iniziare (può essere un abbraccio, un bacio, un contatto), ci si mette insieme, ci si frequenta, ci si innamora, si passano insieme tanti momenti belli e poi? Potrebbe avvenire qualcosa di inaspettato oppure qualche delusione e si ritorna nuovamente single. Quindi l’amore, e in particolare l’amore di coppia, può essere caratterizzato da quattro fasi: 1) la fase di ascesa, che rappresenta la sua nascita tramite l’attrazione e il successivo innamoramento; 2) la fase di trasformazione dell’innamoramento in amore, che identifica il punto di evoluzione dell’innamoramento; 3) il consolidamento dell’amore di coppia, che teoricamente dovrebbe durare tutta la vita; 4) la fase di declino, in cui i sentimenti possono spegnersi del tutto o in parte, lasciando dentro di noi solo dei ricordi. Questa fase può essere accompagnata da sofferenza, delusione, felicità oppure da un nuovo spirito di rivalsa per intraprendere nuove avventure. Questa è la parabola dell’amore, la storia che narra tutte le possibili fasi in cui può evolvere l’amore di coppia. Ciascuno di noi, nel momento che inizia ad uscire con una nuova persona, potrebbe cominciare la scalata di questa grande montagna. Un lungo sentiero ad ostacoli gli si porrà davanti: si vedrà sempre più la bellezza del panorama, si assaporeranno poco per volta le sensazioni di questa grande ascesa, ma basta pochissimo per precipitare e per ritrovarsi feriti e incapaci di rialzarsi. Necessita, quindi, far diventare la parabola dell’amore solo una grande salita, che deve durare per sempre, per poter vivere serenamente ogni giorno accanto alla persona che abbiamo scelto. Ma come?

La balbuzie ha colpito sempre i grandi personaggi

Postati in Informazioni, Notizie su febbraio 18, 2011 da Gian Ruggero Manzoni

Cicerone, grande oratore romano

La balbuzie è un tipico disordine evolutivo che comincia nella prima infanzia e continua nell’età adulta per almeno il 20% dei bambini che ne sono affetti. Il primo manifestarsi della balbuzie è, in media, intorno ai 30 mesi. Sebbene esista una certa variabilità, i primi segni della balbuzie consistono nella ripetizione di sillabe o parole, mentre i comportamenti secondari come tensione, astensioni da situazioni o atteggiamenti di fuga sono in genere inizialmente assenti. La maggior parte dei bambini sono inconsapevoli delle interruzioni che incorrono nei loro discorsi. In una prima fase, la disfluenza può essere occasionale, e periodi di balbuzie sono seguiti da periodi di relativa fluenza. Sebbene la percentuale di recupero sia molto alta, con il tempo un giovane balbuziente può passare da ripetizioni morbide e rilassate ad una balbuzie accompagnata da tensione e sforzo, inclusi blocchi e prolungamenti. Taluni ritengono che la reazione dei genitori possa influire sullo sviluppo di una balbuzie cronica. Le raccomandazione a parlare lentamente, a respirare, a ripetere, eccetera possono accrescere l’ansia e la paura del bambino, portando verso maggiori difficoltà della parola e, nel “ciclo della balbuzie”, verso maggiori paura, ansia e aspettative di balbettare. Con il tempo possono sopraggiungere i comportamenti secondari come il battito degli occhi, i movimenti delle labbra, così come la paura e l’evitamento di suoni, parole, persone o situazioni in cui si parla. Alla fine, molti diventano pienamente coscienti del proprio disturbo e cominciano a identificarsi come “balbuzienti”. Con questo può comparire una più profonda frustrazione, l’imbarazzo e la vergogna. Altre volte, più raramente, il modello di sviluppo della balbuzie che è stato descritto include l’improvvisa impossibilità per il bambino di parlare, sebbene provi a farlo. Il bambino in genere si blocca in silenzio in corrispondenza del primo suono della frase, e manifesta elevati livelli di consapevolezza e frustrazione. Un altro modello di sviluppo si manifesta con improvvisi e frequenti ripetizioni di frasi e parole, senza l’insorgenza di comportamenti secondari. Ad oggi non esistono cause singole ed esclusive della balbuzie evolutiva. Una varietà di ipotesi e teorie suggeriscono una molteplicità di fattori che contribuiscono all’insorgere della balbuzie. Tra queste c’è la forte evidenza che la balbuzie abbia una base genetica. I bambini che hanno parenti di primo grado che balbettano hanno una probabilità tre volte maggiore di sviluppare la balbuzie. Comunque studi sulle adozioni e sui gemelli suggeriscono che i fattori genetici interagiscono con i fattori ambientali per l’instaurarsi della balbuzie, e una percentuale dal quaranta al settanta per cento dei balbuzienti non hanno una storia familiare del disordine. È anche evidente che la balbuzie è più comune in bambini che hanno anche altre concomitanti difficoltà del linguaggio, dell’apprendimento o motorie. In alcuni balbuzienti, i fattori congeniti possono avere un ruolo importante. Questi includono un trauma fisico alla nascita o in prossimità della nascita, compreso un danno cerebrale, un ritardo mentale o situazioni stressanti, come la nascita di un fratello, trasferimenti, o un’improvvisa crescita delle abilità linguistiche.
I comportamenti primari della balbuzie sono i segni palesi e osservabili dell’interruzione del flusso della parola e includono ripetizioni di suoni, sillabe, parole o frasi, blocchi silenziosi o prolungamento dei suoni. Questi differiscono dalle disfluenze comuni a tutte le persone per il fatto che la disfluenza dei balbuzienti può durare più a lungo, è più frequente ed è associata a sforzo e tensione. La disfluenza tipica della balbuzie varia anche nella qualità: le normali disfluenze tendono a essere ripetizioni di parole, frasi o parti di frasi, mentre la balbuzie si caratterizza per i prolungamenti, i blocchi e le ripetizioni di parti di parole.
Le ripetizioni si verificano quando un elemento del discorso, come un suono, una sillaba, una parola, o una frase è ripetuta e sono tipiche nei bambini che stanno incominciando a balbettare. Per esempio: “do-do-domani”.
I prolungamenti che sono gli innaturali allungamenti di suoni, per esempio: “mmmmmerenda”.
I blocchi sono inappropriate cessazioni di suoni e del flusso dell’aria, spesso associati con il blocco della lingua, delle labbra e/o della piega vocale (corda vocale falsa). I blocchi spesso si sviluppano più tardi, e possono essere associati a tensione muscolare e sforzo.
Noti balbuzienti sono stati: Demostene, Aristotele, Cicerone, l’Imperatore Claudio, Virgilio, Miguel Cervantes, Alessandro Manzoni, Lewis Carrol, Wiston Churchill, Charles Darwin, Lenin e infiniti altri, vedi:

http://www.informagiovani-italia.com/balbuzienti_famosi.htm

Il raro cane a pieghe

Postati in Attualità, Informazioni, Notizie su febbraio 13, 2011 da Gian Ruggero Manzoni

Lo Shar Pei è una razza canina nata in Cina, dove, molto lentamente, si è evoluta fino ad arrivare all’aspetto odierno. La razza è molto antica e la sua storia ha inizio almeno nel 2000 a.C. con i molossidi giunti in Cina dagli altopiani del Tibet. Le prime testimonianze vere e proprie dello Shar Pei le troviamo nei dipinti della dinastia Han, che governò dal 220 al 206 a.C. È ormai noto che esiste da secoli nelle province cinesi che si affacciano sul Mar Cinese Meridionale, soprattutto nella città di Dah Let, situata nella provincia di Kwuan Tung. Questa razza, secondo gli studiosi, si sarebbe evoluta nella zona meridionale della Cina dove veniva impiegata dai contadini per la guardia e, solo successivamente, per le lotte tra cani. A Hong Kong venne poi iniziato un processo di selezione che salvò la razza dall’estinzione. All’inizio la Federazione Internazionale dubitava della stabilità dei caratteri della razza, perciò si dimostrò titubante nel riconoscere questo cane, ma in seguito ebbe ufficialmente l’ammissione nel registro delle razze riconosciute, anche a causa dell’insistenza dei cinofili americani che l’avevano scoperta. Attualmente è allevato in tutta Europa. Arrivato da noi da pochi anni, questo animale, forte e compatto, possiede doti che vanno ben oltre la sua rarità e l’originalità della pelle a molte pieghe. In Occidente sta diventando il simbolo della serenità e della discrezione asiatica.

Santuario “LA MADONNINA” di Buscoldo (MN)

Postati in Arte, Informazioni, Magie, Notizie, Poesia, Tradizioni su febbraio 8, 2011 da paolacastagna

Poco fuori dal paese, sulla vecchia strada per Mantova, a Buscoldo, piccolo centro di campagna, si incontra il Santuario dedicato alla Beata Vergine Madre del Buon Consiglio, citato nell’elenco dei Santuari Mariani d’Italia. La costruzione della chiesa è legata a un fatto straordinario accaduto nel 1746.
Sul muro di una delle tante torri che costellavano la linea difensiva del Serraglio, perimetro murato che nel passato cingeva il villaggio, era dipinta un’Immagine Sacra di Maria Vergine, detta “della Torre”, a cui i buscoldesi dedicavano particolare devozione. Domenica 28 agosto 1746, in presenza di una devastante mortalità del bestiame, unica ricchezza di tanta popolazione, molti si recarono ad attingere acqua da una pozza dirimpetto all’Immagine di Maria per farla bere alle bestie che guarirono miracolosamente e inoltre si rimisero, dopo aver bevuto, anche molte persone inferme. 
A seguito di quel fatto, fu un gran accorrere di gente proveniente da tutti i paesi vicini ”venuti a piedi, a cavallo, con carri e anche vascelli” per prendere l’acqua miracolosa. L’anno seguente, come dice la lapide murata nella chiesa, venne eretto un “sacellum” per riparare dalle intemperie l’Immagine dipinta sul muro e accogliere qualche devoto in preghiera.
Nel 1796 la torre dove era dipinta la Madonna fu donata dalle Monache Agostiniane alla parrocchia di Buscoldo e il parroco don Giuseppe Tirelli domandò alle autorità austriache, allora padrone del territorio, il permesso di costruire una chiesetta; questa venne terminata nel 1804 e fu congiunta con un voltone, che scavalcava la strada, al pozzo miracoloso.
Nel 1938 la costruzione versava in pessimo stato e il parroco don Luigi Placchi si accinse a un restauro radicale su progettazione dell’Ing. Guido Dall’Aglio.
E’ ancora vivo nella memoria di molti buscoldesi il ricordo delle “Visitatio Mariae”del 1954-55 e del 1988, quando l’Immagine della Madonna venne portata nelle case dei Buscoldesi e le famiglie si consacrarono al Sacro Cuore Immacolato di Maria.
Ancora adesso è molto sentito il legame dei cittadini con La Madonnina che veglia sul paese dal suo Santuario.

Alcune poesie di Adriano Spatola – a ricordo di un amico

Postati in Letteratura, Maestri, Magie, Poesia su febbraio 4, 2011 da Gian Ruggero Manzoni

- 1 . Gennaio, forse

Neve e sale sono sentimenti dilatati
pensieri pensati per pensare con prudenza
a gesti intimi e alieni di un diagramma
che la vita offre appena sconsacrato
in giochi 0 enigmi in segni rosicchiati
nella zona sensibile della cute rugosa
del corpo congelato nell’apposito ghiaccio
parlo del suo corpo sbagliato e provocante
neve e sale sono un convincimento insultante
autolesionista insanguinato irritante
ma la pigmentazione è leggera e posata
strofinata con dita fredde e unghie corte
sbadatamente colpevoli di un po’ di morte
non per questo insincere o incapaci
anzi tenaci anche se troppo meccaniche
troppo umide bagnate oppure rugiadose
nel bianco della neve e del sale accecante
che il tempo nel frattempo può accumulare
intenerito per le vere verità che verranno
in gennaio che è il primo mese dell’anno

- 2. Febbraio, forse

Gli alberi sono stati concepiti nella seta
della memoria satura di un odio sufliciente
alla sonnolenza della nitida segregazione
qualcosa di poco tagliente e di abbandonato
a immagini sbiadite di foto sovresposte
parlo delle sue foto ottuse ed eloquenti
bandiere consumate di antiche riluttanze
per vanità capricci oscenità di buon gusto
tra gli alberi sospesi in rami articolati
ormai spenti in un incendio soffocato
lattiginoso nella corruzione trasparente
parlo dell’ultima foto queila più decente
quasi demenzione molto più che innocente
scentrata rispetto al suo nucleo visibile
inesplorato ingrato felice inesorabile
intenerito per le vere verita che verranno
in febbraio il secondo mese dell’anno

- 3. Marzo, forse

Acqua e pioggia sono avvenimenti meschini
avvelenamenti sgraziati da tardo pomeriggio
cadono si muovono gemono irrazionalmente
con spiegazioni inspiegabili e falsi scopi
qualcosa di erotico ma tiepido e strangolato
parlo di questo tepore maligno e sfebbrato
in un cinema deserto con poche coppie isolate
nell‘acqua e nella pioggia carnose e profumate
da un coperto sentore di erbe e di placenta
la tentazione più vaga sarebbe annusarle
costringerle in rima magari accumularle
per la fame insaziabile che corrode le foglie
il vasto ticchettio che prepara le doglie
del datario di gomma timido e incestuoso
parlo delle date perdute non di quelle mancate
sporgenti dai chiodi flssi del calendario
e la sua dimensione giuridica da bassorilievo
pronta all’accusa ma con un certo sollievo
parlo del sollievo inquietante del rospo
della veemenza aritmetica dei suoi versi brevi
nel prato in parte sommerso dall’acqua
perchè sapevamo che era un giorno di pioggia
intenerito per le vere verità che verranno
in marzo che è il terzo mese dell’anno

- 4. Aprile, forse

Il sole è fatto di molti misteriosi concetti
avvenimenti pusillanimi con fiacca rotazione
dicono non dicono però pretendono attenzione
qualcosa di marcio di un po’ slabbrato o di rosa
un tenue colore applicato alla nostra grettezza
con pennellate leggere stremate dal caldo
parlo del caldo che si corrompe e entusiasma
di questo calore magico e nero che non si salva
innocuamente servile ai fini dell’organismo
intenerito per le vere verità che verranno
in aprile che è il quarto mese dell’anno

- 5, Maggio, forse

Andante moderato con un anello di strazio
o di respiro ansante registrato sul nastro
che gira nella macchina posata su un letto
qualcosa di grigio e sconvolto mai pronunciato
nell’urto dei denti con la lingua impastata
parlo del suo linguaggio modesto e indisponente
pesante come un sasso tra il cuscino e la mente
per congiunzione sinapsi 0 fato travolgente
con sincronica incuria forse troppo leggera
adesso per fortuna molto meglio interpretata
parlo della sua lingua cosl docile e tarata
dalle neutre querimonie cui ci siamo abituati
noi seduti in ginocchio per voglia di possesso
abbagliati e schiacciati in finzione servile
e un esperto conferma non è poi cosi vile
non è liturgico o sacro non c’è niente di male
e un semplice riflesso intagliato nel vetro
intenerito per le vere verità che verranno
in maggio che è il quinto mese dell’anno

Esistono universi paralleli al nostro?

Postati in Attualità, Informazioni, Notizie, Poesia su gennaio 29, 2011 da Gian Ruggero Manzoni

C’è un’immensa voragine nell’Universo. Si trova tra 6 e 10 miliardi di anni luce dalla Terra. Si tratta di un volume di spazio con un diametro di circa 900 milioni di anni luce dove il “nulla” la fa davvero da padrone. Agli strumenti che l’hanno scoperto appare come una gigantesca macchia oscura nel cielo, come se una mano smisurata abbia cancellato quasi tutti gli oggetti luminosi presenti al suo interno. Ora un gruppo di ricercatori ha dato una spiegazione a quel fenomeno. Suona fantascientifico, ma Laura Mersini-Houghton dell’Università del North Carolina a Chapel Hill (Usa) dice proprio così: “E’ l’impronta indelebile di un altro universo che sta oltre il nostro”. Ma per capire questa spiegazione – apparsa su NewScientist – che potrebbe rivoluzionare tutte le idee sorte sul nostro Universo è necessario fare un passo indietro. “Non solo non è mai stato trovato un vuoto tanto grande, ma nessuna ipotesi sulla struttura dell’Universo lo aveva previsto”, aveva detto Lawrence Rudnick dell’Università del Minnesota (Usa), autore della scoperta del buco avvenuta lo scorso mese di agosto. E questo spiega il motivo per cui la sua esistenza era stata messa in luce quasi per caso. “Era una mattina durante la quale i radiotelescopi del Vla (Very Large Array) – in grado di captare ogni più piccolo segnale radio emesso da una stella, una galassie o qualunque altro corpo celeste ancora attivo – non erano impegnati in osservazioni particolari e allora ho deciso di puntarli verso la “macchia fredda” individuata dal telescopio spaziale della Nasa Wmap (Wilkinson Microwave Anisotopy Probe)”, ha spiegato Rudnick. La “macchia fredda” in questione è una misteriosa anomalia presente nella mappa della “radiazione cosmica di fondo” dell’Universo, la radiazione che permea l’intero cosmo e che viene interpretata come l’energia residua del Big Bang. Tale radiazione presenta variazioni tra un punto e l’altro che non superano lo 0,001 per cento. Ma dalla “macchia fredda” che si trova in direzione della costellazione di Eridano, non giungeva ai radiotelescopi del Vla alcun “fotone”, le particelle di energia che si muovono alla velocità della luce e che solitamente sono emesse da atomi o stelle attive. Ciò stava ad indicare che l’area era totalmente vuota di materia. Subito si sono scatenate le ipotesi per dare una spiegazione a quell’immenso buco fatto di nulla. Ipotesi che non davano pienamente ragione al fenomeno. Ora Mersini-Houghton sembra aver dato un senso ad esso interpretandolo al di fuori della cosmologia standard. La ricercatrice, infatti, ha utilizzato la “teoria delle stringhe”, una teoria della fisica che ipotizza che la materia, l’energia, lo spazio e il tempo siano la manifestazione di entità fisiche sottostanti, chiamate appunto le “stringhe”, le quali vibrano in 10 dimensioni nello spazio-tempo e che formano le particelle subatomiche che originano gli atomi. Secondo questa teoria non esiste un solo Universo, bensì 10 alla 500 universi (si immagini un numero composta da 1 seguito da 500 zero, un numero inimmaginabile) ognuno con proprie leggi fisiche. Spiega Mersini-Houghton: “Quando il nostro Universo si formò doveva interagire con gli altri Universi vicini. E quel buco è proprio il risultato di quell’interazione avvenuta subito dopo la nascita del nostro Universo che da allora, per le caratteristiche che esso possiede, continuò ad espandersi. Purtroppo non ci è possibile osservare ciò che ci arriva dai confini dell’Universo, che si trova tra 42 e 156 miliardi di anni luce da noi e quindi non possiamo vedere ciò che c’è oltre il buco”. Ma quel buco è proprio l’impronta che un Universo diverso dal nostro ci ha lasciato all’inizio del tempo e dello spazio. Che il buco si formò agli inizi dell’Universo è d’accordo anche Rudnick, il quale dice: “Le teorie correnti suggeriscono che tutte le strutture che oggi vediamo nell’Universo presero forma all’inizio del tempo e dello spazio. La struttura vera e propria fatta di vuoti e agglomerati di materia, poi, è cresciuta nel tempo guidata dalle forze gravitazionali”. Secondo Mersini-Houghton, tuttavia, dovrebbe esserci un altro buco simile a quello scoperto dalla parte opposta dell’Universo rispetto a quello già osservato e questo lo sapremo quando l’anno prossimo verrà lanciato un altro satellite per lo studio delle microonde dell’Universo molto più sofisticato dei precedenti, il satellite dell’Esa, Planck. L’ipotesa dell’astrofisica è ora sotto osservazione dell’intero mondo scientifico, che al momento guarda con sospetto alla Teoria delle Stringhe. Ma se quanto ipotizzato da Mersini-Houghton non verrà smentito, dovrà iniziare la ricerca ai quasi infiniti universi che circondano il nostro.

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