Fra i miei maestri

Emil Cioran in gioventù a Bucarest (in alto a destra) con Corneliu Codreanu (seduto al centro) in divisa de “La Guardia di Ferro” 1931)

Emil Cioran in vecchiaia a Parigi (1989)
Alcuni suoi aforismi:
# Colui che avendo frequentato gli uomini si fa ancora delle illusioni sul loro conto, dovrebbe essere condannato alla reincarnazione.
# Ammettendo l’uomo, la natura ha commesso molto più di un errore di calcolo: un attentato a sé stessa.
# La conversazione è feconda soltanto fra spiriti dediti a consolidare le loro perplessità.
# Dio: una malattia dalla quale immaginiamo di essere stati curati perché nessuno ai nostri giorni ne rimane vittima.
# L’unico modo di conservare la propria solitudine è di offendere tutti; prima di tutti coloro che si ama.
# Quando si sa che ogni problema è un falso problema si è pericolosamente vicini alla salvezza.
# Nei momenti critici una sigaretta porta più sollievo che i vangeli.
# Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.
# Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.
# Tutto è nulla, anche la coscienza del nulla.
# Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: “A che gli è servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.
# Quando, al risveglio, si ha la luna per traverso è inevitabile che si approdi a qualche atroce scoperta, anche solamente osservandosi.
# La timidezza, fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, è la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore.
# Il male, al contrario del bene, ha il duplice privilegio di essere affascinante e contagioso.
In Italia i suoi libri sono tutti editi da Adelphi