Archivia per Novembre, 2007

Stupenda!

Pubblicato su Foto il Novembre 29, 2007 da Gian Ruggero Manzoni


HARLEY DAVIDSON ROCKER C 2008

Magie che si rincorrono

Pubblicato su Magie, Poesia il Novembre 27, 2007 da Gian Ruggero Manzoni


il laghetto delle Ghiandaie a Fucecchio

Risveglio del vento

Nel colmo della notte, a volte accade
che ti risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero,
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia guardingo, sino alla fontana:
poi, si sofferma, tacito, in ascolto:
pallide stan tutte le case, intorno;
tutte le querce, mute.

Rainer Maria Rilke

Noi siamo anche quello che abbiamo studiato…

Pubblicato su Foto il Novembre 27, 2007 da Gian Ruggero Manzoni

Eroici, coerenti, onorevoli e, soprattutto, combattenti… due volti nobili di un’Italia che fu

Pubblicato su Foto, Notizie il Novembre 27, 2007 da Gian Ruggero Manzoni


Giovanni Pesce (partigiano comunista, Medaglia d’Oro per la Guerra di Liberazione Nazionale) e Nori Brambilla Pesce (staffetta partigiana e sua compagna di sempre)


Pio Filippani Ronconi (Obersturmführer nella Legione SS Italiane, Croce di Ferro Tedesca al Merito)

Un grande uomo, un grande musicista, un signore (…io che l’ho conosciuto)

Pubblicato su Musica il Novembre 19, 2007 da Gian Ruggero Manzoni


Chet Baker con la sua tromba, il suo sguardo triste, le sue rughe di vita e malavita

Chesney Henry “Chet” Baker Jr. [23 dicembre 1929 – 13 maggio 1988] è stato un trombettista statunitense noto per il suo stile lirico e per i contributi artistici apportati al genere conosciuto come cool jazz. Figlio di un chitarrista, cresciuto nello stato americano dell’Oklahoma, si trasferì successivamente nella California meridionale, dove giunse al successo come trombettista di rilievo a partire dal 1951, quando fu scelto da Charlie Parker per suonare nella sua band in una serie di concerti live nella West Coast. Nel 1952 Baker si unì al Gerry Mulligan Quartet, divenendone, in breve, la punta di diamante, per via delle sue capacità strumentali fuori dal comune. In particolare, fu portato alla notorietà dall’assolo da lui eseguito nella registrazione di My Funny Valentine. Dopo il declino quasi immediato del Quartet per via dei problemi di droga di Mulligan (che fu rinchiuso in carcere per un certo periodo) e per i disaccordi, economici e caratteriali, fra lui e Chet, Baker fondò una propria jazz band in cui, oltre a suonare la tromba, cantava anche. Nel 1954 vinse il premio quale migliore strumentista nel sondaggio della rivista Down Beat, battendo, tra gli altri, Miles Davis, Dizzy Gillespie e l’astro nascente Clifford Brown. A partire dai primi anni sessanta iniziò a suonare anche il flicorno durante le sue esibizioni. Tuttavia la carriera di Chet fu tragicamente caratterizzata da suoi problemi di droga, che ebbero un impatto notevole sul successivo declino della stessa. La sua dipendenza dall’eroina gli causò numerosi problemi legali, inclusa una detenzione di oltre un anno in Italia, e successive espulsioni dalla Germania Ovest e dall’Inghilterra. Nel 1966 fu gravemente ferito al viso in una colluttazione mentre cercava di acquistare droghe a San Francisco. A causa di ciò si ritrovò completamente privo dei denti incisivi superiori e inferiori (che uno spacciatore gli fece saltare con un colpo di bottiglia durante la rissa), menomazione molto grave per un trombettista. Trovatosi in gravi difficoltà economiche, Baker sparì per diverso tempo dalla scena, finché un appassionato non lo riconobbe nel commesso di una pompa di benzina e lo aiutò a rimettersi in sesto, facendogli anche trovare i soldi per sistemarsi la bocca. Baker dovette imparare a suonare la tromba con la dentiera, cosa considerata estremamente difficile. Parzialmente disintossicato, si trasferì a New York, dove ricominciò a registrare con altri rinomati musicisti jazz fra i quali Jim Hall, per poi, infine, ritornare a vivere in Europa. Trascorse i suoi ultimi anni di carriera in Brasile, suonando Bossa Nova. Il 13 maggio 1988 morì cadendo (o buttandosi) da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam. Una targa fuori dall’albergo lo ricorda. Chet è sepolto nel cimitero di Inglewood, in California. Ha lasciato numerosissime registrazioni, molte delle quali eseguite essenzialmente per il suo continuo bisogno di soldi per le droghe.

Un altro Titano del pennello

Pubblicato su Arte il Novembre 16, 2007 da Gian Ruggero Manzoni


Gerhard Richter (Dresda, Germany, 1932) - 3 Olii su tela / Oil on canvas - 290 x 290 cm - 2006

Un culto

Pubblicato su Cinema il Novembre 15, 2007 da Gian Ruggero Manzoni


Rutger Hauer nei panni del replicante Roy

Blade Runner (diretto nel 1982 da Ridley Scott) è uno dei più celebri film di fantascienza di tutti i tempi.
Ispirata dal romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Do Androids Dream of Electric Sheep?, anche noto in Italia come Il cacciatore di androidi) di Philip K. Dick, un importante scrittore statunitense del XX secolo, nonché precursore del filone cyberpunk, è pellicola stupenda.
Il poliziotto Deckard (Harrison Ford), già agente dell’unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio per “terminare” (”ritirare”, nel gergo dei poliziotti) alcuni replicanti, i Nexus 6, androidi pressoché indistinguibili dall’uomo, fuggiti dalle colonie extramondo e giunti furtivamente a Los Angeles, dove è interamente ambientato il film (città che appare degradata negli strati sociali più infimi, in cui è comunque predominante la componente asiatica). I replicanti, capitanati da Roy Batty (Rutger Hauer), cercano di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente “data di termine”, infatti gli ingegneri della Tyrell stimarono la possibilità che i Nexus 6 potessero nel tempo sviluppare emozioni proprie, ovvero potessero assumere coscienza di sé, e così li dotarono di un dispositivo autolimitante… ovvero 4 anni di vita.
Blade Runner (tragedia gotica-romantica) è da molti ritenuto più di un semplice film di genere, perché si confronta con temi profondi come l’umana paura di morire, l’anelito all’immortalità, la nostra debolezza di fronte a eventi più grandi di noi, ma anche la capacità di alcuni di dar prova di una grandissima quanto inaspettata generosità. L’estrema cura e ricercatezza delle immagini e degli effetti speciali, la particolare ambientazione (anche gli esterni hanno sempre una luce notturna), le innovative atmosfere create (la continua dominante blu, gli ambienti urbani tecnologicamente evoluti, ma caotici e brulicanti di una umanità confusa e sempre immersa in una penombra artefatta), le sofisticate e coinvolgenti musiche di Vangelis hanno rapidamente reso questo film un cult-movie che ha fatto scuola e ha segnato una svolta irreversibile nella successiva produzione di film di fantascienza. Quasi tutti i film del genere, girati dopo Blade Runner, infatti, in un modo o nell’altro, non possono fare a meno di richiamarne, più o meno consapevolmente, il tipo di immagini o di atmosfere o anche solo di colori o suggestioni visive.
In Blade Runner possiamo identificare un altro aspetto di natura filosofica e secondo alcuni religiosa che costituisce un elemento importante di tutto il film (basterebbe considerare le parole dell’androide che rifiuta la morte perché si sente diverso e migliore degli umani), cioè quello dell’Oggetto e del Soggetto (…vedi, anche, la leggenda del Golem).

Memorabile è ciò che sancisce Rutger Hauer (doppiato in italiano da Sandro Iovino), nei panni del replicante Roy, prima di morire:

«Ho visto cose che voi umani non potrete mai immaginare.
Navi da battaglia in fiamme al largo dei bastioni di Orione
e raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come queste lacrime nella pioggia.»

Magie

Pubblicato su Magie il Novembre 15, 2007 da Gian Ruggero Manzoni


il fiume Santerno al Ponte degli Alidosi a Castel del Rio