Ieri a Sabbioneta di Mantova

blog.jpg
GRM in posa davanti alla statua equestre lignea del grande condottiero Luigi Gonzaga (padre di Vespasiano) morto all’età di 32 anni in battaglia, colpito da un’archibugiata

Sabbioneta è la cittadina a forma di stella, fondata da Vespasiano Gonzaga, nella verde e umida pianura lombarda, ricca di quei richiami ai miti della romanità, così cari al suo fondatore, da desiderare di inserire, nella bassa padana, una “piccola Roma” che richiamasse alla memoria la grandiosità dell’età imperiale e una “piccola Atene” che richiamasse alla memoria la classicità. L’impianto viario ortogonale (tipico degli accampamenti romani), i cippi di marmo posti a delimitare i quartieri, la statua di Minerva sistemata nel punto d’incrocio tra il cardine e il decumano (nell’antica Roma erano le due linee ideali che intersecandosi dividevano lo spazio in quattro parti), il Teatro all’Antica, il Palazzo Ducale, quello Giardino, con la sua lunghissima galleria (97 metri), gl’imponenti bastioni (conservatisi egregiamente) sono solo alcuni degli elementi che confermano il grande amore del suo creatore per la “ruina romana”, quale testimone della grandezza di Roma, come dice l’aforisma latino posto all’esterno del Teatro: “Roma quanta fuit ipsa ruina docet”…“quanto fu grande Roma la stessa (sua) rovina lo insegna “.

blog-2.jpg
GRM che passeggia sotto ai portici che reggono la galleria di Palazzo Giardino, lunga 97 metri

Il nome Sabbioneta deriva da sabbia netta, pulita, perché dove ora esiste la cittadina c’era una palude maleodorante e umida che solo il disegno ambizioso di un Gonzaga poteva risanare e bonificare; ancora oggi, Sabbioneta, è uno dei punti più umidi e afosi del territorio. Fu Vespasiano Gonzaga che nel 1553 iniziò a crearla, al punto di farla divenire un centro di cultura, con la costruzione di palazzi, chiese e monumenti che ancora svettano possenti e magici.