Il vendicatore degli oppressi
Pubblicato su Arte, Maestri il Maggio 5, 2008 da Gian Ruggero Manzoni
Ernst Barlach [Wedel, Holstein 1870 - Rostock 1938] è stato scultore, incisore e drammaturgo tedesco nonché originale interprete dell’espressionismo sia artistico sia letterario. Studiò alla Scuola di Arti e Mestieri di Amburgo fra il 1888 e il 1891 quindi frequentò l’Accademia di Dresda; nel 1897 pubblicò un interessante saggio sulla scultura dal titolo “Disegno della figura”. L’anno successivo iniziò una collaborazione con la rivista “Jugend”, realizzando una serie di incisioni di impronta Art Nouveau.

Nel 1906 fece un viaggio in Russia dopo il quale modificò il suo stile in direzione espressionista. I soggetti rappresentati nelle sue sculture degli anni Dieci e Venti sono quasi sempre oppressi ed emarginati, ritratti in gesti espliciti di lotta o disperazione. Si tratta di opere essenziali che si rifanno a modelli trecenteschi e in particolare alle figure solide e monumentali di Giotto e Arnolfo di Cambio, studiate durante un viaggio in Italia e rielaborate in chiave cubista, ad esempio “Uomo che taglia un melone” (1907, Malborough Fine Arts, Londra), “Il vendicatore” (1914, collezione Nikolaus Barlach, Ratzeburg), “Uomo in estasi” (1916, Kunsthaus, Zurigo).

Anche l’opera grafica di Barlach è incentrata sul tema delle sofferenze degli oppressi; notevole è la serie di xilografie incise verso la fine degli anni Venti per illustrare l’ “Inno alla gioia” di Schiller. Negli stessi anni l’artista realizzò i monumenti ai caduti della Prima Guerra Mondiale di Güstrow e Magdeburgo. Barlach scrisse vari testi teatrali, tra cui “Il giorno morto” (1904), “Il cugino povero” (1917) e “Il diluvio universale” (1924). La sua opera drammaturgica si contraddistingue per la lettura grottesca del reale, che genera nel pubblico un senso di inquietudine e spaesamento. Ernst Barlach fu messo al bando dal regime nazista come artista “degenerato”: molte sue opere furono distrutte, fra cui più di trecento sculture che facevano parte delle raccolte pubbliche tedesche.