La balbuzie ha colpito sempre i grandi personaggi
La balbuzie è un tipico disordine evolutivo che comincia nella prima infanzia e continua nell’età adulta per almeno il 20% dei bambini che ne sono affetti. Il primo manifestarsi della balbuzie è, in media, intorno ai 30 mesi. Sebbene esista una certa variabilità, i primi segni della balbuzie consistono nella ripetizione di sillabe o parole, mentre i comportamenti secondari come tensione, astensioni da situazioni o atteggiamenti di fuga sono in genere inizialmente assenti. La maggior parte dei bambini sono inconsapevoli delle interruzioni che incorrono nei loro discorsi. In una prima fase, la disfluenza può essere occasionale, e periodi di balbuzie sono seguiti da periodi di relativa fluenza. Sebbene la percentuale di recupero sia molto alta, con il tempo un giovane balbuziente può passare da ripetizioni morbide e rilassate ad una balbuzie accompagnata da tensione e sforzo, inclusi blocchi e prolungamenti. Taluni ritengono che la reazione dei genitori possa influire sullo sviluppo di una balbuzie cronica. Le raccomandazione a parlare lentamente, a respirare, a ripetere, eccetera possono accrescere l’ansia e la paura del bambino, portando verso maggiori difficoltà della parola e, nel “ciclo della balbuzie”, verso maggiori paura, ansia e aspettative di balbettare. Con il tempo possono sopraggiungere i comportamenti secondari come il battito degli occhi, i movimenti delle labbra, così come la paura e l’evitamento di suoni, parole, persone o situazioni in cui si parla. Alla fine, molti diventano pienamente coscienti del proprio disturbo e cominciano a identificarsi come “balbuzienti”. Con questo può comparire una più profonda frustrazione, l’imbarazzo e la vergogna. Altre volte, più raramente, il modello di sviluppo della balbuzie che è stato descritto include l’improvvisa impossibilità per il bambino di parlare, sebbene provi a farlo. Il bambino in genere si blocca in silenzio in corrispondenza del primo suono della frase, e manifesta elevati livelli di consapevolezza e frustrazione. Un altro modello di sviluppo si manifesta con improvvisi e frequenti ripetizioni di frasi e parole, senza l’insorgenza di comportamenti secondari. Ad oggi non esistono cause singole ed esclusive della balbuzie evolutiva. Una varietà di ipotesi e teorie suggeriscono una molteplicità di fattori che contribuiscono all’insorgere della balbuzie. Tra queste c’è la forte evidenza che la balbuzie abbia una base genetica. I bambini che hanno parenti di primo grado che balbettano hanno una probabilità tre volte maggiore di sviluppare la balbuzie. Comunque studi sulle adozioni e sui gemelli suggeriscono che i fattori genetici interagiscono con i fattori ambientali per l’instaurarsi della balbuzie, e una percentuale dal quaranta al settanta per cento dei balbuzienti non hanno una storia familiare del disordine. È anche evidente che la balbuzie è più comune in bambini che hanno anche altre concomitanti difficoltà del linguaggio, dell’apprendimento o motorie. In alcuni balbuzienti, i fattori congeniti possono avere un ruolo importante. Questi includono un trauma fisico alla nascita o in prossimità della nascita, compreso un danno cerebrale, un ritardo mentale o situazioni stressanti, come la nascita di un fratello, trasferimenti, o un’improvvisa crescita delle abilità linguistiche.
I comportamenti primari della balbuzie sono i segni palesi e osservabili dell’interruzione del flusso della parola e includono ripetizioni di suoni, sillabe, parole o frasi, blocchi silenziosi o prolungamento dei suoni. Questi differiscono dalle disfluenze comuni a tutte le persone per il fatto che la disfluenza dei balbuzienti può durare più a lungo, è più frequente ed è associata a sforzo e tensione. La disfluenza tipica della balbuzie varia anche nella qualità: le normali disfluenze tendono a essere ripetizioni di parole, frasi o parti di frasi, mentre la balbuzie si caratterizza per i prolungamenti, i blocchi e le ripetizioni di parti di parole.
Le ripetizioni si verificano quando un elemento del discorso, come un suono, una sillaba, una parola, o una frase è ripetuta e sono tipiche nei bambini che stanno incominciando a balbettare. Per esempio: “do-do-domani”.
I prolungamenti che sono gli innaturali allungamenti di suoni, per esempio: “mmmmmerenda”.
I blocchi sono inappropriate cessazioni di suoni e del flusso dell’aria, spesso associati con il blocco della lingua, delle labbra e/o della piega vocale (corda vocale falsa). I blocchi spesso si sviluppano più tardi, e possono essere associati a tensione muscolare e sforzo.
Noti balbuzienti sono stati: Demostene, Aristotele, Cicerone, l’Imperatore Claudio, Virgilio, Miguel Cervantes, Alessandro Manzoni, Lewis Carrol, Wiston Churchill, Charles Darwin, Lenin e infiniti altri, vedi:
