Archivio per la Categoria Foto

Colton Harris-Moore, il ladro ragazzino che tiene in scacco la polizia

Posted in Attualità, Eventi, Foto, Informazioni, Magie, Notizie on Ottobre 14, 2009 by paolacastagna

070207_Colton_Harris_Moore 

 

 

 

 

 

 

Ruba aerei da turismo, li distrugge all’atterraggio e poi scappa. La polizia non riesce a prenderlo, Colton Harris-Moore è un ladro troppo abile. Ormai il diciottenne è il fuggitivo più amato in web, le sue “prodezze” fanno impazzire gli internauti, ma le autorità non lo hanno ancora fermato. A Island County, nello stato di Washington, è diventato il re dei furti: non solo aerei, ma anche macchine, carte di credito e oggetti nelle case. Su Facebook c’è un fanclub con 5mila iscritti, nella sua città vengono stampate le magliette con la sua faccia, ma di lui non si hanno tracce.  È cresciuto in una roulotte con la madre, ma evidentemente ha imparato bene a stare al mondo, dato che ormai ha beffato tutti. Pochissime le foto, ma i pochi scatti sono, a  mio avviso, molto convincenti.

ht_harris_moore_colton_090923_ms

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il trucco con gli aerei è finora la sua impresa migliore: è sospettato del furto dagli hangar di tre aeroplani da turismo. Li pilota per breve tempo, fino a quando finisce il carburante, e poi li distrugge al momento dell’atterraggio. Finora se l’è cavata senza riportare ferite. Harris-Moore, ovviamente, non ha nessuna licenza di volo. Su un computer che ha utilizzato, la polizia ha trovato manuali e guide al volo che si era scaricato. L’ultimo velivolo «preso in prestito» è un Cessna 182 dal valore di circa 340mila euro che dopo un atterraggio d’emergenza è stato ritrovato abbandonato in un bosco. Era finita la benzina. Ha rubato anche auto di lusso e addirittura yacht. Inoltre è accusato di frode online. Ma questo gioco al rimpiattino con la polizia sembra solo stimolarlo a lanciarsi in nuove e più grandi imprese. Già da ragazzino Colton Harris-Moore preferiva starsene da solo e non giocare coi suoi coetanei. È stato arrestato e prelevato da casa sua già dieci volte prima dei 15 anni. Il suo primo furto l’ha compito a soli 12 anni. Ha interrotto la scuola e si è nascosto in case vacanze e nei boschi. Oggi ha 18 anni ed è alto quasi un metro e novanta. La sua pubertà l’ha trascorsa rubando nelle abitazioni vuote della costa. Poi si è specializzato in furti più raffinati. Gli è stato affibbiato il nomignolo di «ladro scalzo» perché durante i suoi crimini non ama indossare scarpe. Ha speso migliaia di dollari in acquisti online di videogame, navigatori Gps e strumenti professionali per la polizia usando carte di credito rubate. Col suo kit di sopravvivenza si nasconde sugli alberi, e riesce così a sfuggire alla polizia. Nel 2007 la sua fuga è terminata anche se solo per breve tempo: la polizia lo ha fermato e un tribunale lo ha dichiarato colpevole in tre casi di furto. Lo hanno messo in una struttura carceraria minorile, ma dopo appena un anno è riuscito a evadere.

AUSTRALIA: E’ TORNATA LA BALENA BIANCA MIGALOO

Posted in Foto, Informazioni, Magie, Notizie on Settembre 2, 2009 by paolacastagna

41_BnHoverSydney, 26 ago.  Migaloo, l’unica balena bianca (albina) di cui sia stata accertata l’esistenza al mondo, è tornata a farsi vedere mentre nuotava davanti alle coste australiane dello stato di Queensland. Migaloo, che nell’idioma degli aborigeni australiani vuol dire “ragazzo bianco”, è stata avvistata per la prima volta nel 1991, al largo di Cape Byron, la punta più orientale del continente. Da allora viene osservata ogni anno nelle sue migrazioni stagionali nelle acque antartiche. Che sia la pronipote di Moby Dick ?

I popoli delle nuvole

Posted in Attualità, Foto, Informazioni, Magie, Tradizioni on Agosto 3, 2009 by paolacastagna

DSC00965

(foto di Paola Castagna)

I Chachapoyas, detti  “il popolo delle nuvole”, vissero sulle Ande settentrionali del Perù prima dell’arrivo degli Inca. Erano grandi guerrieri, secondo quanto emerge dallo studio delle incisioni lasciate dagli stessi Inca. Il vero nome dei Chachapoyas è sconosciuto. Essi devono questo nominativo alla città di Chachapoya, capitale del dipartimento di Amazonas, la quale nasconde delle tracce e dei resti che potranno aiutarci a far luce sulla loro origine. Oggi sappiamo pochissimo di questa antica gente e i luoghi del Perù in cui vissero sono oggetto di studio e ricerca da parte di un piccolo gruppo di esperti, archeologi e storici. Il 99% dei turisti che si reca in Perù visita la parte sud del paese, tralasciando quella settentrionale. Questo perché in Europa è arrivata l’eco della grandezza ed importanza del popolo Inca, che appunto viveva nel sud. Ma l’Inca è solo l’ultimo degli antichi popoli che visserò in Perù. La parte settentrionale della costa è tuttora sconosciuta ai più. Eppure questa regione è del tutto simile all’odierno Egitto, sia dal punto di vista naturalistico sia per la presenza di piramidi. Ve ne sono circa 260 e nella regione regnarono sovrani del tutto simili a quelli egiziani. Parte di tale regione amazzonica, selvatica e difficilmente accessibile, è tuttora inesplorata. Anche in Asia esiste un “popolo delle nuvole”, è il Lagakhi. Il Ladakh è una divisione dello stato federato indiano di Jammu e Kashmir e conta 232.864 abitanti. Il suo capoluogo è Leh. La regione del Ladakh è racchiusa tra le catene montuose del Karakorum e dell’ Himalaya. La popolazione è composta per poco più della metà da buddisti ed il resto da musulmani sciiti, con una piccola minoranza di induisti. Contrariamente al vicino Kashmir, teatro di frequenti attentati terroristici, in Ladakh gli episodi violenti sono rarissimi, e buddisti e musulmani convivono, salvo rare eccezioni, in modo pacifico.

popolo

Votate le belle foto di Paola !!!

Posted in Attualità, Foto, Magie, Notizie on Luglio 31, 2009 by Gian Ruggero Manzoni

Marilyn Monroe, quanto era bella questa donna?

Posted in Cinema, Foto, Magie, Notizie on Luglio 7, 2009 by paolacastagna

marilyn-monroe-swimsuit

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marilyn Monroe, nome d’arte di Norma Jeane Baker (Los Angeles, 1 giugno 1926 – Los Angeles, 5 agosto 1962), è stata un’attrice statunitense. Il suo mito supera di gran lunga il pur apprezzato talento artistico di un’attrice sicuramente fuori dal comune, un “sogno proibito” per milioni di appassionati di cinema. Il fascino che emanava dal grande schermo e dalle copertine in carta patinata ha contribuito a farne un sex symbol fuori da ogni tempo; la fragilità che ha contraddistinto la sua esistenza (per molti versi tumultuosa e culminata in una morte tanto prematura quanto misteriosa) l’ha resa una vera e propria icona della cultura pop. È stata anche una cantante dalle doti non particolarmente eccelse ma con un timbro vocale in grado di affascinare l’ascoltatore. Fra i suoi successi, quasi tutti inseriti nel contesto dei film da lei interpretati, vi è anche la celeberrima My Heart Belongs To Daddy di Cole Porter. Altri grandi successi canori di Marilyn furono Bye Bye Baby, cantata nel film Gli uomini preferiscono le bionde, e I Wanna Be Loved By You, cantata nel film A qualcuno piace caldo. La Marilyn cantante sarà tuttavia ricordata più che altro per l’intervento canoro – immortalato in un enigmatico quanto affascinante filmato video in bianco e nero con l’artista illuminata da un semplice occhio di bue – al party di compleanno del presidente Kennedy, quando intonò – con fare malizioso ed ammiccante – Happy Birthday, Mister President.

Scrittura d’ombra

Posted in Arte, Foto, Informazioni on Giugno 16, 2009 by Gian Ruggero Manzoni

http://massimocorsi.astrelia.net/wp-content/uploads/2009/05/foto-sito-nuovo7.jpg
una foto di Sergio Marcelli

1. La luce dà forma e colore ai fatti. L’insieme dei fatti è tutte le cose che accadono. Sono plastiche quelle cose che, se illuminate, producono un’ombra – la luce dà loro forma visiva. L’esservi luce se non v’è nulla da illuminare non ha senso. La verità che la luce mette in mostra è definita dalle ombre che produce. La verità che la luce dimostra ha un solo punto d’ombra: il proprio.

2. L’universo visibile è l’insieme plastico di tutto ciò che la luce rivela. In esso il punto, un cerchio il cui diametro tende a zero, e la superficie, spazio utile a contenere infiniti punti, definiscono i confini geometrici dell’immagine. Immagine: proiezione di un particolare delimitato dell’universo visibile: per analogia associo agli oggetti [le cose dell'universo] rispettivi gruppi ordinati di punti dello spazio geometrico. Le relazioni che intercorrono fra gli oggetti [cose] dell’universo visibile generano infiniti stati di cose che il quadro [inquadratura] delimita in infinite porzioni, le immagini. In esse un gruppo limitato di oggetti è rappresentato in un certo stato di cose, in esse una particolare funzione rappresenta gli oggetti in un certo modo. La Fotografia può essere rappresentata dalla funzione f (x, y) che associa a un determinato stato di cose, le cui variabili sono gli oggetti [elementi] (x, y), un campione di molecole d’argento ossidate dalla luce [granuli, grana, e, in estrema sintesi, punti]. Il fotogramma è la funzione f (x, y) risolta con quegli elementi (x, y) in esso rappresentati, il fotogramma è una espressione fotografica ed è o vero o falso, secondo i valori assegnati a (x, y). Se esiste almeno una coppia di valori (x, y) che soddisfi la funzione f, il fotogramma è contingente all’universo visibile, e così esiste almeno una possibilità di verità. Chiamo l’insieme di quegli elementi (x, y) che soddisfa la funzione insieme immagine dell’universo visibile.

3. In una espressione l’oggetto [chi, che cosa] è estraneo al linguaggio che lo formula. L’oggetto dell’immagine, seppure manifesto, non le appartiene: è un nulla, è comunque rimandato a un oggetto dell’universo visibile [processo articolato], esterno all’immagine. A priori nessuna immagine [fotogramma f (x, y)] può essere né vera, né falsa, poiché non è possibile dalla sola immagine assegnare un valore di verità a (x, y). L’oggetto va cercato altrove, nell’universo visibile, in quell’attimo lontano che lo scatto ora mi mostra! Questa impossibilità ad assegnare un valore di verità all’immagine [fantasma lontano nel tempo] mi costringe a spostare la ricerca. Rinuncio a risolvere il problema di verità del fotogramma (ad esempio a dimostrare se lo scatto sia stato manipolato in un fotomontaggio). Non mi interessa se quello scatto sia vero, basta solo che mi appaia verosimile: esso rimanda a un fatto che non conosco ma che appare possibile. Assumo l’immagine in termini empirici come contingente, ipotizzando che esista almeno una soluzione positiva della funzione. Accetto o non accetto l’immagine come espressione propositiva.

4. Gli elementi [cose] dell’immagine sono i segni del linguaggio. Ai segni è possibile dare un indice che specifichi in modo univoco il significato dello stesso segno: ad “X” possono essere associati la lettera dell’alfabeto (1), il segno matematico per (2), la croce di Sant’Andrea (3), e via fino a (n). Il segno “X(n)” ha un valore simbolico e può perciò essere tradotto in altri linguaggi; il suo significato esatto è dato dall’indice (n), così che il segno “X” può assumere sempre nuovi significati. La conchiglia della Madonna di Port Lligat di Dalì è la stessa della Pala Montefeltro di Piero della Francesca, prima ancora nella Domus Aurea, è la conchiglia da cui nasce la Venere di Botticelli e il simbolo del pellegrino.

5. Con il linguaggio ci si intende: esso manifesta in modo esplicito ogni suo segno che rielabora in nuove espressioni capaci di esprimere nuove idee. Il linguaggio si spiega da solo. Con il linguaggio ci si intende. Il linguaggio si articola sempre in un ordine logico, sintattico. La sintassi fa sì che con il linguaggio ci si intenda. La sintassi è l’archetipo del linguaggio. La sintassi esprime un ordine logico sino ai confini più remoti del linguaggio.

6. L’ultima soglia della logica è il paradosso, suo limite e superamento. Nell’assonometria di un cubo posso vedere il poliedro sotto due angolazioni diverse e complementari: la vista dell’una esclude la vista simultanea dell’altra. Fuse insieme in un’unica immagine, queste due dimensioni [Escher] si affacciano nell’universo dell’assurdo, antinomia concepita secondo le più rigide regole dell’assonometria.

7. Il paradosso della Fotografia è annidato nella sua verosimiglianza con l’universo visibile. Verosimiglianza assunta a priori in fede alla sua essenza fotomeccanica. Deus ex machina.

Sergio Marcelli

Direi il massimo dell’erotismo hoolywoodiano

Posted in Arte, Attualità, Cinema, Foto, Letteratura, Maestri, Magie, Poesia on Maggio 22, 2009 by Gian Ruggero Manzoni

http://flywomen.files.wordpress.com/2009/04/halle_berry_0031.jpg?w=414&h=599
a Halle Berry… una poesia di Guillaume Apollinaire

La nudità dei fiori

La nudità dei fiori è il loro odore carnale
Che palpita e si eccita come un sesso femminile
E i fiori senza profumo sono vestiti di pudore
Essi prevedono che si vuol violare il loro odore
La nudità del cielo è velata di ali
Di uccelli che planano d’attesa inquieta d’amore e di fortuna
La nudità dei laghi freme per le libellule
Che baciano con azzurre elitre il loro ardore di spume
La nudità dei mari io la adorno di vele
Che esse strazieranno con gesti di raffica
Per svelare il loro corpo allo stupro innamorato di esse
Allo stupro degli annegati ancora irrigiditi d’amore
Per violare il mare vergine dolce e sorpresa
Del rumore dei flutti e delle labbra appassionate.

Che Guevara e il Cristo del Mantegna

Posted in Arte, Foto on Maggio 9, 2009 by paolacastagna

ernesto_che_guevara
cristo

“La morte di un’idea richiama il cumulo di dolore e di mali che grava sull’umanità di ogni tempo: il peso schiacciante del nostro morire, l’odio e la violenza che ancora oggi insanguinano la terra. La passione di una fede continua nella sofferenze degli uomini. Come giustamente scrisse Blaise Pascal: Il simbolo sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo”