Archivio per la Categoria Magie

Gli amanti di Valdaro.

Pubblicato su Foto, Magie, Notizie, Poesia il Maggio 9, 2008 da paolacastagna

 

Due scheletri, probabilmente di un uomo e una donna, abbracciati da 6000 anni, sono stati trovati a Valdaro, in una zona industriale vicino a Mantova, durante alcuni scavi. Secondo gli archeologi si tratterebbe di una coppia di individui giovanissimi, morti nel periodo neolitico. I due sono stati sepolti uno di fronte all’altro, faccia a faccia; le ossa delle braccia e delle gambe si sovrappongono in un abbraccio che gli ha già fatto guadagnare il nome di “amanti di Valdaro”.

L’ombra nello stagno dei lucci

Pubblicato su Foto, Magie, Poesia il Aprile 28, 2008 da paolacastagna


Gonzaga… GRM fra i canneti del lago 

 

Il giaciglio

mille e una notte araba.

Dormo nell’orma

dell’uomo ombra,

l’alcova sagomata

dalla forma imponente.

Così lascio che si cullino

i pensieri più infami.

La coperta abbraccia

e tu nell’altra stanza

che trovi degno il riposo

nel riporre le armi.

Solo la lenza sarà cattura

nel verde stagno.

Noi cerchiamo il sussidio

in una vita di rinunce,

ma di natura invasa

dall’onda di una pinna.

Di Paola Castagna

 

Le nostre protettrici

Pubblicato su Foto, Magie il Aprile 24, 2008 da paolacastagna

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Virgilio tra le Muse, a sinistra Clio, musa della storia,
a destra Melpomene, musa della tragedia.

Le Muse erano divinità minori che dipendevano dal dio Apollo. Erano nove sorelle, giovani e bellissime, figlie di Zeus e di Mnemosine, che in greco significa memoria. Abitanti dell’Olimpo, a questo preferivano il Parnaso, dove amavano suonare, cantare e danzare per il loro dio. Ognuna di esse aveva le sue particolari attribuzioni. 

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Clio, colei che rende celebri, era l’ispiratrice della storia e veniva rappresentata con un rotolo di carta in mano. Euterpe, colei che rallegra, proteggeva la musica, la poesia lirica e aveva in mano un flauto. Thalìa, festiva, presiedeva la commedia, la poesia giocosa e l’idillio ed era rappresentata con una maschera comica in una mano e nell’altra un bastone da pastore, in testa aveva una corona di edera. Melpòmene, colei che canta, era la musa della tragedia, portava una maschera tragica, la clava di Ercole e una spada, la sua testa era coronata da pampini e calzava i coturni. Tersicòre era la musa della danza e della poesia corale, aveva in mano una lira e il plettro e sul capo una ghirlanda di fiori. Eràto, che provoca desiderio, era la musica della poesia lirica, soprattutto quella dell’amore, e della mimica, e aveva il capo coronato da mirti e rose. Polimnìa era la musa degli inni civili e religiosi e dell’oratoria.

Urània, la celeste, era la musa dell’astronomia e aveva in mano il mappamondo e un compasso. Callìope, dalla bella voce, era la musa della poesia epica, a lei era attribuito lo stilo e una tavoletta spalmata di cera. Le Muse erano invocate specialmente dai poeti come ispiratrici delle lore opere. Chiunque osasse offenderle veniva severamente punito, come le figlie di Pierio, re della Tessaglia, che avevano voluto rivaleggiare con loro nel canto e furono mutate in uno stormo di rauche gazze. Oltre al Parnaso, le Muse frequentavano anche altri luoghi: il monte Pindo e il monte Elicona. Gli alberi a loro consacrati erano l’alloro e le palme e avevano a loro servizio Pègaso, il cavallo alato.

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Ieri a Sabbioneta di Mantova

Pubblicato su Arte, Informazioni, Magie, Notizie, Tradizioni il Marzo 30, 2008 da paolacastagna

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GRM in posa davanti alla statua equestre lignea del grande condottiero Luigi Gonzaga (padre di Vespasiano) morto all’età di 32 anni in battaglia, colpito da un’archibugiata

Sabbioneta è la cittadina a forma di stella, fondata da Vespasiano Gonzaga, nella verde e umida pianura lombarda, ricca di quei richiami ai miti della romanità, così cari al suo fondatore, da desiderare di inserire, nella bassa padana, una “piccola Roma” che richiamasse alla memoria la grandiosità dell’età imperiale e una “piccola Atene” che richiamasse alla memoria la classicità. L’impianto viario ortogonale (tipico degli accampamenti romani), i cippi di marmo posti a delimitare i quartieri, la statua di Minerva sistemata nel punto d’incrocio tra il cardine e il decumano (nell’antica Roma erano le due linee ideali che intersecandosi dividevano lo spazio in quattro parti), il Teatro all’Antica, il Palazzo Ducale, quello Giardino, con la sua lunghissima galleria (97 metri), gl’imponenti bastioni (conservatisi egregiamente) sono solo alcuni degli elementi che confermano il grande amore del suo creatore per la “ruina romana”, quale testimone della grandezza di Roma, come dice l’aforisma latino posto all’esterno del Teatro: “Roma quanta fuit ipsa ruina docet”…“quanto fu grande Roma la stessa (sua) rovina lo insegna “.

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GRM che passeggia sotto ai portici che reggono la galleria di Palazzo Giardino, lunga 97 metri

Il nome Sabbioneta deriva da sabbia netta, pulita, perché dove ora esiste la cittadina c’era una palude maleodorante e umida che solo il disegno ambizioso di un Gonzaga poteva risanare e bonificare; ancora oggi, Sabbioneta, è uno dei punti più umidi e afosi del territorio. Fu Vespasiano Gonzaga che nel 1553 iniziò a crearla, al punto di farla divenire un centro di cultura, con la costruzione di palazzi, chiese e monumenti che ancora svettano possenti e magici.

Spirito sky ( o “dominio del vuoto”) da me fotografato 3 giorni fa (con due esposizioni diverse) nello studio di GRM

Pubblicato su Foto, Informazioni, Magie il Marzo 20, 2008 da paolacastagna

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I “globi di luce” (già definiti dagli indiani d’America: Spiriti cielo o Spiriti sky) sono uno dei molti esempi di campi magnetici indipendenti che sono stati osservati e tali ’sfere’ (o entità) di plasma luminose sono state riprodotte anche in laboratorio attraverso il lavoro di scienziati come Schappeller, Searl, Roschin e Godin. I “globi di luce” da alcuni studiosi sono anche definiti “domini del vuoto”.

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I “Domini del Vuoto”, formazioni di energia (spesso sferica o sfrangiata) di diverse dimensioni, posseggono i seguenti e assai anomali effetti e tali caratteristiche:
1 -) sono in grado di penetrare qualsiasi quantità di materia;
2 -) possono emettere o assorbire luce e altre radiazioni elettromagnetiche nell’intero spettro delle frequenze;
3 -) possono causare il blocco di apparecchiature elettroniche a causa del forte campo elettrico che producono sia dentro sia fuori da sé stessi;
4 -) esibiscono un campo magnetico misurabile;
5 -) possono distorcere campi gravitazionali, causare la levitazione o l’appesantimento di oggetti o corpi;
6 -) possono causare la rotazione di aria e polvere su sé stessi, dal momento che sono in un costante stato di rotazione;
7 -) possono avere esplosioni senza che queste ne cambino necessariamente la forma o la grandezza;
8 -) possono avere una forma geometrica definita come una sfera o “un’ellissoide a vortice con raggi o sfere esterne più piccole”;
9 -) vengono segnalati molto più di frequente negli anni in cui l’attività solare raggiunge dei picchi;
10 -) a volte appaiono quando un soggetto con forza energetica Alfa 6 (cioè di calore corporeo più alto del normale) aumenta la sua attività mentale per i più svariati motivi.

Lo struggimento della pianura

Pubblicato su Foto, Magie il Marzo 19, 2008 da Gian Ruggero Manzoni

Arrivederci, amico mio, arrivederci.
Mio caro, sei nel mio cuore.
Questa partenza predestinata
promette che ci incontreremo ancora.
Arrivederci, amico mio, senza mano, senza parola.
Nessun dolore e nessuna tristezza dei sopraccigli.
In questa vita, morire non è una novità,
ma, di certo, non lo è nemmeno vivere.

di Sergej (Aleksandrovič) Esenin

La Verna… civiltà francescana

Pubblicato su Informazioni, Magie, Notizie, Tradizioni il Marzo 12, 2008 da paolacastagna

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Questo è l’antico ingresso al santuario, sulla cornice del portone una scritta: NON EST IN SANCTIOR ORBE MONS… Altro monte non ha più santo il mondo
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l’Abetone, simbolo della foresta della Verna, abbattuto nel novembre 2001, era già morto da diversi anni, aveva una circonferenza di circa 7 metri, sotto, a destra nella foto, lo vediamo prima di essere abbattuto

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la foresta
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il crepaccio di San Francesco

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il refettorio dei frati, costruito nel 1518 e allungato nel 1717, misura 39 metri per 8. Sulla parete di fondo “L’Ultima Cena”, un affresco di Ferdinando Folchi (1873) recentemente restaurato

La terra non ha tempo…

Pubblicato su Foto, Magie, Poesia il Marzo 6, 2008 da paolacastagna

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Governolo di Mantova 2007

“I buoi sono lenti,
ma la terra è paziente”.
BUDDHA

Nel flagello
la natura chiama
con l’impazienza di un fanciullo
sopraffatto dai sistemi.
Non vi è più tempo nei trascorsi
e la terra invoca i canti
negli oboli pensati
(o) nel rimando dei vissuti.

(di Paola Castagna)